La mamma italiana in Olanda – Parte prima

[E’ un post sarcastico, che non vi offendiate eh, vi conosco! :-P]

La mamma italiana in Olanda la vedi subito.

E’ quella che in piscina manda la figlia sotto la doccia con le ciabatte e guai se le toglie, che poi “si prede di tutto”. Che, mentre tutte le altre mamme attendono che i figli si facciano la doccia e si vestano da soli, comincia col suo rito: tappettino di plastica Decathlon sul pavimento, perche’ nel momento in cui ti togli le ciabatte GUAI mettere i piedi sul pavimento che è zozzo e, di nuovo, ti puoi prendere di tutto. Poi asciuga per bene e comincia a prendere, uno dopo l’altro, canotta, maglia di lanetta, maglione, calze termiche, pantaloni, che infila alla bimba fino che alla fine il pupazzo di neve e’ pronto e puo’ uscire. E’ l’unica che, in tutto l’impianto sportivo, asciuga i capelli alla figlia. Si deve tenere in braccio sti 25 Kg di bambina perche’ l’unico asciugacapelli in quel luogo e’ attaccato al muro del corridoio a due metri di altezza. Nel frattempo fuori e’ buio e lei e la donna delle pulizie sono le due uniche persone rimaste li.

E’ quella, unica mamma che, al parco giochi, sta a un metro dai bambini. Li aiuta ad arrampicarsi, li corregge nei movimenti, li spinge sull’altalena, li incita Vai ce la puoi fare! Attento li! Ti puoi far male! no quello e’ troppo pericoloso! E’ li mentre al bambino cade un microgranello di sabbia sull’occhio e piange come stesse per morire, lo prende, lo abbraccia e lo conforta. Per ore. Per poi prenderlo e portarlo a casa, perche’ sto posto e’ pericoloso.

E’ quella che scrive messaggi disperati in ogni gruppo Whatsapp e Facebook perche’ in Olanda non riesce a trovare le pappette e gli omogenizzati come ce li aveva in Italia. “Che poi, come fanno a mangiare sto schifo qui? Ma che danno a sti bimbi olandesi?”. Non capisce nemmeno come facciano a sopravvivere qui senza Pavesini. E prende scorte e scorte dall’Italia, pastina compresa.

E’ quella che “Oddio, nella lunchbox panini tutti i giorni? Come fara’ mio figlio, senza peperonata e parmigliana a pranzo? Dite che glieli posso mettere dentro a un thermos?”

E’ quella che si scandalizza quando in classe del figlio c’e’ una bambina con il raffreddore e la tosse, o peggio con la varicella. Che paese di genitori barbari, mandano i figli a scuola ammalati. E tiene a casa suo figlio, per scrupolo.

E’ quella che adora andare in bicicletta, lo dice a tutti di quanto e’ fortunata a vivere in Olanda, il paese delle due ruote, delle piste ciclabili che sembrano autostrade. Poi guarda fuori dalla finestra e, mattina dopo mattina: – eh cavoli, guarda che venticello oggi; – cos’e’ quella una goccia di pioggia?; – non dirmi che quello sulla sella e’ ghiaccio! ; oddio senti che freddo, passa perfino dal vetro della finestra! – lo senti questo odore? odore di pioggia che arriva, te lo dico io! E prende la macchina. Sempre.

E’ quella che “Ragazze, ma il Napisan e l’Amuchina qui si trovano? Cioe’ scusate, come sterilizzano i vestiti e il cibo?”

E’ quella che appena vedo un panettone o pandoro, anche se e’ agosto, manda un messaggio a tutte le amiche e, in quattro e quattrotto, organizza un pomeriggio al mare con merenda italiana e cappello di Natale in testa.

E’ quella che non riesce a proprio a capire come i bimbi cenino alle 17 e vadano a letto alle 19. Lei non ce la fa, deve essere una cosa nei geni olandesi. I suoi figli prima delle 22 proprio non ci vanno a dormire, nemmeno se insiste. Ci prova eh a chiederglielo, ma niente. Su fino a tardi e le bombe la mattina dopo per svegliarli. E riposino pomeridiano fino ai 14 anni.

E’ quella che appena la temperatura scende sotto i 14 gradi, cappellino, guanti e giacca pesante. Li vede i figli degli altri, senza giacca e con solo una magliettina, e tra se’ e se’ pensa “haha vedrai domani, con la broncotroncoassassinosi”.

E’ quella che quasi sviene sentendo che, nella classe dei suoi figli, ci sono genitori volontari che controllano se i bimbi hanno i pidocchi. Cioe’ mi dite che quella mamma mette le mani tra i capelli di mio figlio? ma perche’ ognuno non si arrangia  a casa propria?

E’ quella che appena scopre che qui le scuole non danno i compiti per casa, vorrebbe tornarsene in Italia. Se lo vede suo figlio, stupido come una capra che, per non aver mai fatto i compiti tutti i benedetti pomeriggi e weekend, ma avendoli passati a divertirsi con gli amici, vive sotto un ponte, senza lavoro, nel pieno della sua ignoranza. Ma in compagnia.

E’ quella che si e’ perfettamente integrata, abita qui da anni e appena sente o vede qualcuna che fa almeno una cosa di queste qui sopra, parte a manetta e spara “Ma allora tornatene in Italia!”

Ah che bella la diversita’ di culturale!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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