Compleanni tra amici, amicissimi

Passa il tempo, sbatti gli occhi e da un momento all’altro ti trovi una piccola viaggiatrice che indossa una coroncina di cartoncino fatta a mano con un numero cinque sopra.

Cinque anni intensi, bellissimi, pieni di emozioni e avventure. Pensi di averle passate tutte. Tu, lei e il prof avete girato insieme mezza Europa e un po’ d’Asia, preso treni, macchine, barche, traghetti, seggiovie, aerei, funivie. Vi siete giostrati tra mille imprevisti, sempre tutti e tre da soli, perché ricordiamocelo, mica qui abbiamo qualcuno che ci può’ aiutare, nemmeno nelle emergenze, non puoi nemmenno prendere la macchina nel weekend a andare a farti aiutare. E non facciamo nemmeno parte di quel gruppo di persone che hanno i genitori che li vanno a trovare un mese si e uno no. Noi la nostra famiglia ce la siamo costruita qui, giorno dopo giorno, mese dopo mese e senza di loro la nostra vita qui non sarebbe la stessa.

Pensi insomma di averle passate tutte e poi arriva quel giorno: la prima festa di compleanno con i compagni di classe della basisschool. La cose sono già complicate ancora prima di iniziarla, questa benedetta festa, perché vi ricordo siamo in Olanda quindi ci sono regole per tutto. Mica inviti tutta la classe! Io mi ricordo le feste di compleanno quando ero alle elementari. Venti e passa bambini, quelli che ti stanno simpatici e quelli che proprio non li puoi vedere. I teppisti e le tue amichette con cui giochi con le barbie.

Qui vale la regola di invitare solo pochi compagni, a discrezione del festeggiato, e normalmente il numero di invitati è pari all’età che si sta compiendo. Compi 5 anni? inviti 5 bimbi. E se ci pensate, o voi che avete bimbi di questa età , è esattamente il numero di bambini che si riescono a gestire. Prepari gli inviti e li consegni a scuola, scrivendo esattamente a che ora inizia la festa e a che ora finisce, le modalità (chi porta i bimbi alla festa, di buona norma lo fanno i genitori del festeggiato cosi si regala un intero giorno di libertà’ agli altri genitori) e altri dettagli se necessari.

Noi non ce l’abbiamo fatta con il numero di invitati, abbiamo trasgredito, perché la piccola socievole bimba che ci ritroviamo ha il suo gruppetto di bimbi che ridotto all’osso è stato di 7 è ben più ampio, ci son volute settimane per sceglierli, ovviamente con motivazioni estremamente importanti: no questa no perché stamattina mi ha detto una cosa che non mi piaceva, quella no perché mi segue sempre e vuole sempre giocare con me e io ho bisogno dei miei spazi, quello no perche’ mentre giocavamo fuori mi ha spinta. Abbiamo praticamente cominciato la lista 2 mesi fa e abbiamo dovuto escludere qualcuno, ma il fatto è che qui sanno quali son le regole e non si offendono se non vieni invitato: lo accettano. Ci restano un po’ male magari, ma davvero, non se la prendono, E’ incredibile la maturità che mostrano in questa cosa.

Ha pure scelto di fare la festa a casa “perché intanto abbiamo tanto spazio e possiamo stare fuori a giocare a un sacco di cose e correre e correre” e quindi detto fatto, si siamo ritrovati io e il prof a gestire 8 bimbi biondissimi e con gli occhi azzurri, per ben 4 ore e mezza. Che poi diciamocelo, la difficoltà più grossa mica e’ stata gestirli visto che a quest’età si arrangiano da soli, anche emozionalmente da soli, ma allora che e’ stato? Le quattro ore e mezza di Olandese! I più bravi insegnanti sono loro! Perchè ai corsi mica ti insegnano tutto! La vera lezione di lingua è essere obbligati non solo a parlare ma a CAPIRE per un intero pomeriggio. Perché tu ti ritrovi una bambina bellissima che piena di entusiasmo ti guarda dritta negli occhi e ti dice (con tutti gli amici che le fanno da coro) : “Allora, tu ora sei il chwiufhweubfhwfbv e noi invece i iushfdkhsfhjbjhb, cominciamo a correre e quando io dico ciehwjiufhkfhsbjd tu provi a prenderci e se ci prendi ci metti in coshicuhhbsvdjhf ma se io di noi arriva e fa cdjkshkhjkfsdh posso uscire di cuiejbvhbsd e tu corri! OK???”. Che fai? dici NATUURLIJK! e prendi il telefono e cerchi di ricordare le 3000 parole che ti ha detto e di cui nemmeno lontanamente conosci il significato ma se vuoi sopravvivere devi tradurre visto che hai 8 bimbi che ti ricorrono e in un secondo ne trovi 2 attaccati alle gambe, 3 arrampicati sulla schiena, 2 nascosti e uno che ti urla qualcosa di incomprensibile, devi trovare la benedetta via d’uscita. Ma ce l’abbiamo fatta, abbiamo imparato tanto, ci siamo divertiti tanto e alle 21 eravamo già a letto, belli sorridenti e felici, perché finalmente lo sappiamo anche noi come si dice “stronzetto” (nel senso vero di quello che si fa in bagno) in olandese.

Per la cronaca, la feestje da invito finiva alle 17 e alle 17 tutti i genitori erano qui, senza sgarrare il secondo.

La ricetta della tipica festa di compleanno olandese (quella di scuola)?

  • inviti tanti bimbi quanto l’eta’ che compi
  • consegni gli inviti 2 settimane prima, con tutti i dettagli: orario di inizio, orario di fine, luogo della festa, chi li porta alla festa e chi li viene a prendere
  • la fai di mercoledì pomeriggio, che qui e’ il giorno corto, i bimbi finiscono scuola alle 12.30
  • buona norma dice che te li porti direttamente a casa tutti tu, cosi gli altri genitori si possono passare un mercoledì di tranquillità. Ancora meglio se li riporti pure a casa.
  • i bimbi pranzano da te e il pranzo e’ rigorosamente paninetto con il wustel, con ketchup e/o mayonese, e bevono la ranja (un misto di acqua e concentrato di succo di qualsiasi cosa)
  • i regali li apri subito appena arrivi a casa (o nel luogo in cui si festeggia il compleanno)
  • il festeggiato indossa la corona di cartoncino con gli anni che compie (qui sotto potete vedere la sua, fatta dal prof che tra le varie doti ha quella del disegno, completamente sconosciuta alla sottoscritta)
  • il regalo ha un costo che varia tra i 2 e i 5 euro
  • fare la caccia al tesoro tra le varie attività
  • la torta, le candeline e le canzoni tipiche (vabbe’ questa e’ universale lo so :-P)
  • crei il gruppo whatsapp delle festa in cui chiedi allergie o se qualcuno ha diete particolare, e qui metterai foto e video della festa

La cosa più “strana” che mi e’ capitata finora ad un compleanno di scuola? abbiamo ricevuto la lista regali. C’e’ un sito web apposito qui in Olanda. Metti la lista delle cose che il bimbo vorrebbe ricevere, tutte cose rigorosamente tra i 2 e i 5 euro, metti il prezzo esatto e il negozio in cui comprarla e quando la prendi lo segni cosi gli altri sanno che si devo indirizzare verso qualcosa di diverso. Zero perdita di tempo, bimbo felice.

Voi che mi dite? come si festeggia dove vivete voi? dai sono curiosa, scrivete!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’amica olandese che ti aspetti (ma a cui non ti abitui)

E’ da cosí tanto che non scrivo che ci ho messo un po’ a ricordare la password. Aggiungiamoci pure che ho alle spalle una laurea in informatica, il che rende la rintracciabilita’ della stessa un’impresa davvero ardua. Potrei dire che ci ho messo quattro mesi ma non ci credereste (e fate bene).

Vabbe’ inutile che sto qui a dire per cosa e per come sono momentaneamente scomparsa, alcuni non se ne saranno accorti, altri avranno semplicemente pensato che avessi in serbo un post cosi bello che per scriverlo mi ci sarebbe voluta una quaresima.

Ve l’ho gia’ detto no che qui son tutti belli precisi e programmati, no? Che per vederli anche solo per un caffe’ devi chiedere udienza un semestre prima?

Ecco ho questa amica, olandese purosangue, che non fa eccezione. Nemmeno un po’. Zero.

Cosi succede che la piccola viaggiatrice e il suo figlioletto siano ottimi amici, quindi capita spesso di vedersi e organizzare playdate per lasciarli un po’ sfogare all’aria aperta e prendersi un caffe’.

Ci si diverte, si chiacchiera, e poi arriva quel momento.

Tu sei li che cerchi di convincere una treenne ad andare a casa, che e’ un po’ come convincere una mosca a staccarsi dal miele, diciamo cosi.

Allora sei li con una mano sulla bici, una che stinge il braccio della belva, una gamba che fa leva sul suo stinco, il mento che cerca di tenerle la testa ferma, le gocce di sudore che scendono dal viso, salti sul tuo mezzo pronta a scappare con un folpo che cerca di sgusciare fuori dal seggiolino e dici, alla tua amica olandese, “Ci vediamo!”.

E li il dramma.

Lei comincia: “quando?”

“Beh non so, un giorno della prossima settimana (io manco ricordo che devo fare la sera, figuriamoci dopo sette giorni)”

“Che giorno? A che ora?”

“Ma non so, devo controllare un attimo perche’ a memoria non so. Ti mando un messaggio dopo.”

E lei fa quel sorrisino. E rincalza.

“Io posso Lunedi  2 Novembre dalle 10.13 alle 13.25, Martedi 10 dalle 15.49 alle 17.03, quando Marte e Giove si incontreranno nel segno dei pesci e quando il sole delle 13 sara’ perpendicolare all’albero di pere che ho in giardino. Devi darmi l’appuntamento.”

Nel frattempo ho perso la sensibilita’ ad una gamba e tremo perche’ ho la sensazione di essere stata seduta su un Tesmed per due ore (e invece e’ il folpo che si muove dietro di me).

“Guarda non ho il telefono sottomano, davvero, ti scrivo appena torno”.

“Hahahahhaha, sei forte”

Io.

…….

Ovviamente nel tragitto verso casa ci fermiamo alla fattoria, giochiamo un po’, compriamo la verdura e poi arriviamo. Nemmeno il tempo di scendere dalla bici e gia’ la wifi prende. E quel classico suono di 2000 messaggi di whatsapp in arrivo tuona nelle orecchie.

Ed eccoli, tutti i timetable di disponibilita’. E gli inviti a calendario delle date preferite. Secondo voi mi sono ricordata di accettare o meno gli appuntamenti?

Klaaass en krunotn

Qui è arrivato il freschetto. Ancora no ghiaccia e la neve sembra un miraggio. L’anno scorso non si è mai vista, ma speriamo in questo.

Qui siamo in pieno December Feestdagen, domani apre la pista di pattinaggio sul ghiaccio e, a parte qualche pazzo che gira in maniche corte, tutti sono armati di sciarpe, cappelli e guanti e si fermano nei chioschetti di Oliebollen a scardarsi la pancia.

Ma il protagonista vero, quello di cui parlavo qui, ovvero il fratello di Babbo Natale, se ne è appena tornato in Spagna.

Quest’anno per noi è stato diverso. Ora abbiamo una duenne in pieni terrible two che non solo è cosciente di ogni cosa, ma canta, balla e si esprime (in una lingua tutta sua, ma lo fa).

Abbiamo deciso quindi di fare le cose per bene e seguire alla lettera la tradizione.

– Siamo stati all’ intocht , ovvero a vedere l’arrivo in barca di Sinterklaas e dei suoi fedeli aiutanti zwarte Piet, dopo il loro lungo viaggio dalla Spagna. Li abbiamo attesi e loro di sono avviciti a noi. Sempre bello vedere le reazioni dei bambini. I più piccoli prendono paura, scappano e urlano. I gransi, oramai abituati, si fanno grosse risate. La piccola viaggiatrice li guardava con faccia da premio Oscar, sopracciglia corrugate, ma appena gli hanno allungato i Kruidnoten (che lei chiama Krunoteen) è stato amore a prima vista. Se vi chiedete perchè possono esserci reazioni particolari, vi consiglio di guardare la foto qui sotto. Gli zwante Piet hanno le sembianze, in pratica, di Mastro Lindo dopo un anno di lavori forzati in miniera. Sono dei giullari però, girano per la città e fanno scherzi a grandi e piccini, riempiono tasche e cappucci di dolcetti, saltano e scappano.

– Dall’arrivo di Sinterklaas alla sua partenza, abbiamo messo le scarpe vicino alla porta d’entrata. Quasi ogni sera la piccola viaggiatrice ha messo dentro ai suoi sivaletti da pioggia (perchè mamma sono più grandi e ci stanno più cose!) un disegno per Klaaas (come lo chiama lei) , una carota per Amerigo, il suo cavallo, e ha cantato una canzone. O meglio, l’intento era quello. Però noi abbiamo cresciuto non solo una piccola viaggiatrice, ma anche una divoratrice di qualsiasi cosa commestibile, soprattutto se salutare (ancora non abbiamo capito da chi ha preso, sarà lo svezzamento alla olandese). Quindi il rito della carota, ogni santa sera, si è protratto per ore. Proprio non ce la faceva a lasciare quella carota. C’era quasi eh, ma proprio non voleva mollarla, e eccitata dalla cosa scappava sgranocchiandola tra i denti e ridendo come una pazza. Povero Amerigo, se ne sarà tornato in Spagna con 10 Kg in meno. I coltivatori di carote, invece, con le tasche piene.

Insomma Sinterklaas se n’è andato, tra poco arriva suo fratello e poi sua sorella la befana, perchè noi non ci facciamo mancar niente e cerchiamo di mantenere tutte le tradizioni.

E’ tempo di feste e vacanze e quindi, siccome me ne starò a panza all’aria ad ingurgitare cibo come non ci fosse un domani, vi auguro  buone feste e buone mangiate!!

 

Sinterklaas

Sinterklaas

Zwarte Piet

Zwarte Piet

 

 

 

Il mammo sexy

Una delle cose che mi hanno sempre colpita girando per le vie del centro durante il giorno è che è pieno, e sottolineo pieno, di uomini a passeggio con i bambini. Da soli. Senza mogli, fidanzate, mamme. Non li vedi nemmeno impacciati. Se li portano dentro al marsupio, li coccolano, gli danno il biberon e li cambiano con una dimestichezza tale che a volte penso lo facciano di mestiere, che poi non è del tutto sbagliato. Li vedi anche a gruppetti. Due o tre di loro che chiaccherano e lì vicino i rispettivi bimbi che lasciano scie di gelato grondanti dalle mani.

Mi ricordo che nel primo periodo in cui ci eravamo trasferiti pensavo che fossero papà rimasti senza lavoro, poi invece ho scoperto che è una cosa davvero normale qui.

Come accennavo in questo post la famiglia tipo olandese è lavorativamente organizzata in questo modo: mamma e papà lavorano 4 giorni a settimana. Tipicamente la mamma sta a casa il lunedì, il papà il venerdì. Chi ha la fortuna di avere i nonni vicino, lascia i bimbi con loro il mercoledì. Facendo così i bimbi più piccoli vanno al nido 2 giorni a settimana e negli altri tre restano con i famigliari e , soprattutto, passano almeno una giornata intera con il papà.

Per chi invece ha solo il papà che lavora e che magari non può stare a casa nemmeno un giorno, c’è comunque il giorno del papà, solitamente il sabato. In questa giornata la mamma-casalinga può dedicarsi a sè stessa e alle sue passioni, mentre i bimbi fanno un po’ impazzire giustamente l’uomo di casa.

Li vedi ovunque i mammi. Al parco, in piscina, nei negozi. Spesso mi è capitato di parlare con loro e di scambiare perfino qualche consiglio sui bimbi. Sono giovani, spigliati e senza “vergogna”. Sono orgogliosi e tronfi di quello che fanno, se ne valtano, e come dargli torto! Donne, questo è il regno del mammo sexy!! Profuma di salviette umidificate e padroneggia ciucci come fossero cacciaviti.

Sicuramente i tempi sono cambiati, mio padre credo non sappia ancora capire la differenza tra un pannolino e una cuffia da bagno. Il prof. sa perfino la differenza tra modelli, marche e misure. Io sono venuta su bene comunque, coccolata e amata. Però ricordo che a volte avrei voluto passare più tempo con mio padre.

Verranno su meglio questi bimbi? Questo ve lo saprò dire tra qualche anno. Da quello che vedo mi sembra proprio di sì. E’ bello sentire che vogliono condividere con te (amica di famiglia) dei momenti che hanno passato con il papà. E’ bello sentire che con entusiasmo raccontano alla mamma quello che hanno combinato e di come papà li abbia coinvolti in giochi o attività diverse dal solito. Perchè diciamolo, ognuno ha il suo metodo e il suo modo di fare e affrontare le cose. E una giornata passata con una persona diversa fa bene davvero a tutti.

 

 

 

 

Chilometriamoci

Io ho sempre amato andare in bicicletta. Ho iniziato ad andare senza rotelline quando ero davvero piccola, mi piaceva girare per il paesino ed andare a trovare gli amici su due ruote anche se stavano a 50 metri da casa. Ho sempre pensato, credo, che camminare fosse una perdita di tempo. Perchè perdere 20 minuti di gioco quando si può arrivare a destinazione più in fretta?

Purtroppo negli anni di università, abitando in centro città, avevo perso quell’abitudine perchè tutto era davvero vicino, a portata di mano, e comunque i posti da raggiungere erano sempre in ZTL quindi anche volendo la bici non avrei proprio potuto usarla. Quando abbiamo comprato casa nella prima periferia della città, in mezzo al verde e alla campagna, ho ricominciato a godere delle scampagnate domenicali, rischiando sempre un po’ la vita perchè le strade erano comunque di passaggio e di piste ciclabili nemmeno l’ombra, ma tanto eravamo abituati. Poi siamo andati in Portogallo, e lì via di metro, comodissima e che portava ovunque. Complice anche la collinosità di Lisbona, io di bici ne ho viste veramente poche. Ma mi mancava pedalare.

Poi siamo arrivati qui. I miei piedi fremevano ma ho dovuto aspettare perchè la piccola viaggiatrice era ancora troppo piccola per il seggiolino. Ma finalmente quel momento è arrivato e io da quel giorno dalla bici non scendo quasi più.

Vado ovunque. La uso in situazione in cui non l’avrei mai usata. Esco anche se piove. Anche se fa freddo. Anche se tira bora. Anche se fa un caldo infernale. Anche se ho il raffreddore o la febbre.

Sono entrata ormai nella mentalità olandese e ogni posto mi sembra vicino. Prendere la macchina è diventato quasi un fastidio. Qualche mamma mi invita per un playdate dall’altra parte della città? Apro l’ App, guardo la strada, attivo il GPS e parto. Bisogna andare al mercato quello grande grande? si parte, si fa la spesa, si caricano le bici di borse e via. Domenica abbiamo pure caricato una poltrona sul davanti della bici, e credetemi che non è nulla in confronto a quello che vedo, ma di questo ve ne parlerò un’altra volta.

Un paio di settimane fa stavo proprio riflettendo su quanto mi muovo sulle due ruote e quindi ho detto “Proviamo a vedere quanti Km faccio in una settimana”. Quindi prima di ogni giro ho attivato il GPS e il mio fedele Endomondo.

Non credevo ai miei occhi quando, dopo una settimana, ho visto di aver fatto 70 Km. SETTANTA CHILOMETRI. Settanta chilometri su una bici della nonna e con pure 15Kg della piccola principessa sul groppone. E abitiamo in pieno centro. E non era nemmeno una delle settimane in cui mi ero mossa tanto.

Settanta chilometri di puro relax, perchè qui a Eindhoven le piste ciclabili sono enormi, spesso in mezzo al verde o tra viali alberati messi apposta per i ciclisti.

Questa della bici è un’abitudine che una volta che ti si attacca, non la scolli più. Attenti!!

E quindi via, ingozziamoci pure di frikandel tanto poi si smaltisce tutto!

 

Che tempo che fa

E non parlo della trasmissione televisiva, l’unica credo che guardavo in Italia.

Lo so che lì in Italia il tempo fa proprio schifo, che non c’è mai stata una estate del genere, che non ha mai pioviuto così tanto. Lo vedo, lo leggo, lo sento per telefono.

E so anche che la cosa che più vi fa imbestialire è che le previsioni del tempo non ci azzeccano proprio mai. E’ questa la cosa che proprio non riesco a capire!

Sono solo in Olanda così avanti? Che sono gli olandesi, dei cervelloni? Hanno fatto un invenzione che non sveleranno mai al mondo? Non credo!

Qui, mi sembra di averlo già detto, il tempo non è come nel resto d’Olanda. Qui a sud è soleggiato, e quando piove normalmente non piove per molto. Il prof, che va all’università in bicicletta tutti i giorni, in più di un anno ha preso pioggia credo una dozzina di volte. Non solo perchè il tempo è clemente ma anche perchè qui si hanno un sacco di strumenti che ti aiutano a capire se è o meno il momento giusto per uscire.

Ci sono decine di siti o app che fanno le previsioni del tempo in tempo reale. Tu metti la città e ti mostra il radar delle pioggie da qui a due ore. Se non riesci  a leggere il radar (credetemi che è per dummies) ti mostra il grafico in cui ci sono scritti gli eventuali mm di pioggia che cadranno, dieci minuti per dieci minuti. Credetimi che salva la vita, soprattutto in un posto in cui la gente non prende quasi mai la macchina ma si muove in bici o a piedi.

Io stessa stamattina ero da amiche per una playdate quando ha cominciato a piovere. Ero ovviamente in bici. Ho guardato il radar, ho visto che non avrebbe piovuto tra le 13 e le 13.40 e sono uscita proprio in quel momento. Zero pioggia! Piccola viaggiatrice asciutta e tutte felici e contente. Stessa cosa quando si è in giro. Se mi son dimenticata di guardare le previsioni e comincia a piovere, apro la App, guardo tra quanto smetterà e poi aspetto. Semplifica davvero la vita e, soprattutto, ti fa rilassare! Sai quanto aspettare e nel frattempo fai shopping al coperto. bello no?

Ripeto: sono gli olandesi che hanno scoperto un metodo infallibile e non lo vogliono dire al mondo?

Ovviamente le previsioni a lungo termine non sono così perfette, ma quelle nelle 48 ore sono quasi infallibili.

Vi lascio qui qualche link, si sa mai che funzionino bene anche per l’Italia:

http://www.buienradar.nl/

http://www.weeronline.nl/

E se vi può consolare, oggi piove pure qui! ma sapete che vi dico, smetterà alle 15.10!

 

L’elisir olandese di lunga vita godereccia

Scusate l’assenza ma qui al sud d’Europa, come sapete, si ha poca voglia di lavorare e si è sempre in vacanza..e in vacanza non si scrive. No aspettate, non sono più in Portogallo, ma com’è che provo la stessa sensazione?!

Vi svelo un segreto, l’elisir olandese di lunga vita godereccia: lavorare duro ma GODERSELA. Lavorare 8 ore (se è tanto) come macchine da guerra, con pausa caffè ogni due ore, un pranzo al volo, ma appena scattano le 17 (o le 16), penne giù e tutti a casa! TUTTI. Manager, schiavi, negozianti, impiegati. Non solo. Perchè lavorando se si è sfortunati 40 ore a settimana (eh già perchè qui normalmente chi ha figli lavora solo 4 giorni a settimana) il nostro spirito ha bisogno di staccare ogni tanto. Perchè vivere nell’apnea italiana da Gennaio a Luglio, pensando sempre “Quando arrivano le ferie?” e sperando qua e là in un ponte?

Dovete sapere che qui, complice forse la temperatura estiva “mite”, le scuole fanno le vacanze estive più corte rispetto a noi ma compensano durante il resto dell’anno. Scuole, istituzioni e aziende.

E quindi ci si trova in questo bellissimo limbo in cui non fai in tempo ad abituarti all’idea di tornare a lavoro che è già subito vacanza.

Più o meno è così:

– 2 settimane di vacanza per Carnevale (ci vuole del tempo per riprendersi dai party)

– 2 settimane per le “Vacanze di maggio” (bisogna godersi l’arrivo della primavera)

– 5 settimane per le vacanze estive (tutti al lago)

– 1 settimana per le “Vacanze d’autunno”, a fine ottobre (tutti a calpestare foglie secche)

–  2 settimane per Natale

E siccome anche tirare due mesi è difficile, abbiamo qua e là qualche ponte:

– Pasqua e Pasquetta (Marzo/Aprile)

– Il giorno del re, ex giorno dela regina (27 aprile)

– Il giorno della Liberazione (il 5 maggio ogni 5 anni)

– Il giorno dell’ascensione (29 maggio) che da noi non si festeggia ma qui è sacro

– Pentecoste (circa a giugno), si sta a casa la domenica e il lunedì

Ne consegue che lo stress è davvero minore e, soprattutto, si riesce ad andare in vacanza in periodi dell’anno davvero stupendi come primavera e autunno, pagando cifre irrisorie visto che si è in bassa stagione.

Noi ne abbiamo approfittato per fare qualche giro e ricevere visite, e devo dire che non ci si sente così stanchi come quando vivevamo da altre parti. Il lavoro è importante ma lo è anche la famiglia. La sera si spegne tutto in orario e si va da moglie e figli. Certo qui non si può fare la pausa pomeridiana giocando a beach volley in spiaggia come a Lisbona, ma non si deve nemmeno restare in ufficio fino alle 21 per finire del lavoro perchè qualcuno LO DEVE FARE e se ti fermi di più allora vieni visto bene dal capo. Non devi nemmeno lottare col coltello tra i denti per avere le ultime due settimane di luglio invece delle centrali di agosto per risparmiare un sacco di soldi sulle ferie. Perchè puoi andartene via in altri periodi dell’anno senza che nessuno ti guardi male.

Probabilmente questa suddivisione in Italia non sarebbe così fattibile visto che le nostre scuole non sono dotate di aria condizionata e i poveri bambini si lesserebbero stando tutto il giorno in un forno. Ma non sarebbe davvero una bella idea prendere spunto dai nordici?