Paese che vai, sport che trovi: la pallacesto.

Dai noi lo sport nazionale, si sa, è il calcio. Come siamo noiosi! Buuuu! E sì che l’Italia è la patria della creatività!

Vogliamo mettere gli australiani con la loro personalissima versione del football? O i tedesci con il rugby acquatico? E gli indiani con il Kabaddi (un misto tra wrestling e rugby)?

Gli olandesi, che adorano lo sport in tutte le sue forme, si sono inventati agli inizi del novecento il Korfbal (letteralmente Pallacesto, non commentiamo la scelta del nome). Visto che qui di fantasia ce n’è poca, hanno deciso di creare questo sport “innovativo” che è un misto tra la “netball” e la pallacanestro. Ovvero tra la versione semplificata della pallacanestro e la pallacanestro. Quindi il korfbal è la versione un po’ più complicata della versione for dummies della pallacanestro. Perchè qui mica sono scemi, no?

Le squadre sono ovviamente miste , quattro uomini e quattro donne,  perchè qui tutti hanno pari opportunità. E proprio per questo non si può violare la regola fondamentale: il giocatore può difendere solo attaccanti del suo stesso sesso (sfumature comprese, siamo in Olanda!). Alle estremità del campo ci sono due canestri ad altezza di 3 metri e mezzo e lo scopo, detto alla carlona,  è quello di ficcarci dentro la palla. Non sto qui a dilungarmi sulle regole, ma un’ altra cosa strana è che la dimensione del campo e la durata delle partite cambiano a seconda se si gioca all’aperto o al chiuso, e non ho ancora capito perchè!

I campionati del mondo sono dominati dagli olandesi, seguiti dagli odiati cugini belgi. Incredibile ma vero, il Korfbal esiste anche in Italia. Chi di voi non ci ha mai giocato? Dicevo sempre a mia mamma “Esco a fare una partita di Korfbal e torno! Prepara lo stamppot intanto!”

Io, amante dello sport, mi son ripromessa di fare prima o poi una partita, si sa mai che diventi la più famosa giocatrice italiana di Pallacesto in Olanda! Nel frattempo mi scervello un po’, voglio creare anch’io qualcosa di diverso. Che dite della Pallagolf, potrebbe funzionare?

 

 

 

Fiets! – Sez. 1 – La Omafiets, il modello base per essere dutch

Fiets ovvero bicicletta! Mi sono accorta che non ho ancora dedicato un post al mezzo di trasporto olandese per eccellenza, mannaggia! Ma ora recupero eh!

Questa geniale invenzione a due ruote è, come tutti ben sapete, il mezzo di  trasporto più utilizzato dagli olandesi a prescindere dal tempo, dalla temperatura, dai chilometri da percorrere, dall’umore, dal numero di persone che la stanno utilizzando contemporaneamente e dalla quantità di cose che si stanno trasportando.

Siccome ce n’è da dire davvero tanto, dividerò l’agomento in più sezioni e partirò con il parlare del modello classico che si deve avere per sentirsi davvero dutch. E che, vedete un po’, è proprio quello che ho io!

Qui la chiamano Omafiets, cioè bici della nonna, e in effetti ricorda davvero quei vecchi modelli che avevamo anche in Italia. Nera, po’ trasandata con copri parafango di gomma che ti salva da qualsiasi tipo di pozzanghera, “lucchetto” di quelli che hanno la chiavetta piccola piccola e ti bloccano la ruota con una pezzo di ferro (sempre se non ti prendi prima il tetano) e, pezzo più importante, il freno a pedale!!! Tipo le BMX! Che ho scoperto essere una figata pazzesca!

Ovviamente prima bisogna prenderci un po ‘ la mano, tipo calcolare esattamente quando bloccare la pedalata per arrivare in posizione perfetta ad un semaforo. Voglio vedervi altrimenti partire con i pedali esattamente perdendicolari alla strada!

Oppure nelle frenate di emergenza soprattutto nei primi tempi dove, si sa ,l’istinto ti suggerisce di premere quelle bacchette che in questa bici non esistono.

Il grande vantaggio sta nel fatto che avendo in pratica le mani libere da ogni azione di emergenza mentre si guida si può fare qualsiasi cosa. Ma di questa grande dote olandese vi parlerò più avanti, ho degli episodi davvero incredibili!

Tornando alla bici, ogni olandese che si rispetti deve addobbarla con qualsiasi tipo di decorazione. Le donne sono le migliori! Rametti e fiorellini sul manubrio, cestini di ogni sorte e decorati anch’essi, borse porta pacchi di tutte le forme e sembianze, palline colorate sui raggi delle ruote, coprisella fosforescenti. Insomma, qualsiasi cosa che dia colore e anima alla bici, ancor meglio se kitch. Il fatto è che non se ne può fae proprio a meno, si entra in questo vortice meraviglioso e non ne se esce più. Vi prego, se mi vedete girare con la bici Leopardata, premete sull’acceleratore…ops…sul pedale!

Omafiets