L’amica olandese che ti aspetti (ma a cui non ti abitui)

E’ da cosí tanto che non scrivo che ci ho messo un po’ a ricordare la password. Aggiungiamoci pure che ho alle spalle una laurea in informatica, il che rende la rintracciabilita’ della stessa un’impresa davvero ardua. Potrei dire che ci ho messo quattro mesi ma non ci credereste (e fate bene).

Vabbe’ inutile che sto qui a dire per cosa e per come sono momentaneamente scomparsa, alcuni non se ne saranno accorti, altri avranno semplicemente pensato che avessi in serbo un post cosi bello che per scriverlo mi ci sarebbe voluta una quaresima.

Ve l’ho gia’ detto no che qui son tutti belli precisi e programmati, no? Che per vederli anche solo per un caffe’ devi chiedere udienza un semestre prima?

Ecco ho questa amica, olandese purosangue, che non fa eccezione. Nemmeno un po’. Zero.

Cosi succede che la piccola viaggiatrice e il suo figlioletto siano ottimi amici, quindi capita spesso di vedersi e organizzare playdate per lasciarli un po’ sfogare all’aria aperta e prendersi un caffe’.

Ci si diverte, si chiacchiera, e poi arriva quel momento.

Tu sei li che cerchi di convincere una treenne ad andare a casa, che e’ un po’ come convincere una mosca a staccarsi dal miele, diciamo cosi.

Allora sei li con una mano sulla bici, una che stinge il braccio della belva, una gamba che fa leva sul suo stinco, il mento che cerca di tenerle la testa ferma, le gocce di sudore che scendono dal viso, salti sul tuo mezzo pronta a scappare con un folpo che cerca di sgusciare fuori dal seggiolino e dici, alla tua amica olandese, “Ci vediamo!”.

E li il dramma.

Lei comincia: “quando?”

“Beh non so, un giorno della prossima settimana (io manco ricordo che devo fare la sera, figuriamoci dopo sette giorni)”

“Che giorno? A che ora?”

“Ma non so, devo controllare un attimo perche’ a memoria non so. Ti mando un messaggio dopo.”

E lei fa quel sorrisino. E rincalza.

“Io posso Lunedi  2 Novembre dalle 10.13 alle 13.25, Martedi 10 dalle 15.49 alle 17.03, quando Marte e Giove si incontreranno nel segno dei pesci e quando il sole delle 13 sara’ perpendicolare all’albero di pere che ho in giardino. Devi darmi l’appuntamento.”

Nel frattempo ho perso la sensibilita’ ad una gamba e tremo perche’ ho la sensazione di essere stata seduta su un Tesmed per due ore (e invece e’ il folpo che si muove dietro di me).

“Guarda non ho il telefono sottomano, davvero, ti scrivo appena torno”.

“Hahahahhaha, sei forte”

Io.

…….

Ovviamente nel tragitto verso casa ci fermiamo alla fattoria, giochiamo un po’, compriamo la verdura e poi arriviamo. Nemmeno il tempo di scendere dalla bici e gia’ la wifi prende. E quel classico suono di 2000 messaggi di whatsapp in arrivo tuona nelle orecchie.

Ed eccoli, tutti i timetable di disponibilita’. E gli inviti a calendario delle date preferite. Secondo voi mi sono ricordata di accettare o meno gli appuntamenti?

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