Buona colazione (a scuola) a tutti!

Ricevo una mail dalla scuola che mi dice:

il giorno 9 Novembre si festeggia la giornata mondiale della colazione a scuola, vi preghiamo di far portare ai vostri figli posate e extra frutta per le attività  legate all’evento.

Giornata nazionale ok. Ma della colazione??

E così scopro che questa festa nazionale c’e’ da ben 14 anni e vi partecipano tutte le 2720 basisschool dei Paesi Bassi. I bimbi fanno tutti colazione insieme a scuola. Un momento giovale e molto sociale, in cui si fa vedere quanti modi diversi di far colazione sana ci sono. Gli vengono mostrati i vari tipi di alimenti, colazioni dolci o salate, e gli fanno sperimentare tante cose diverse a seconda del gusto del bimbo. Ogni scuola lo fa in modalità diversa e a volte ci sono sponsor che provvedono a cibo e bevande.

Il risvolto divertente è che in alcune basisschool viene chiesto ai bambini di andare in pigiama o vestaglia, per avere il feeling di una vera e propria colazione.

E qui mi ricordo l’anno scorso, quando non sapevo nulla dell’esistenza di questa festa e una mattina, andando in giro, mi son chiesta : “ma ‘sti olandesi che non hanno voglia di cambiare i bambini la mattina??”

Nemmeno dirlo, la piccola viaggiatrice si è divertita molto e, come al solito, ha riempito lo stomaco come non mangiasse da 2 anni. Da lei hanno fatto frullati di frutta, joghurt con frutta, hanno spalmato sopra il pane qualsiasi cosa che avesse una consistenza più morbida del legno e soprattutto, hanno condiviso un bel momento tutti insieme.

Da voi fanno qualcosa di simile? Orsù ditemi che gli olandesi non sono gli unici spostati!!

PS: nella stessa mail ho ricevuto anche la data della sua prima gita, con le solite tempistiche olandesi. Sarà tra 6 mesi. Ho già prenotato la mia giornata alla SPA.

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Millequattrocentosessanta

Millequattrocentosessanta giorni, ovvero quattro anni di risate, pazzie e viaggi in tre.

La nostra viaggiatrice è diventata grande ed ha raggiunto una delle tappe più importanti della vita olandese. Diciamo come lo ha detto lei: Ik ben four (Io sono quattro, ovvero ho compiuto quattro anni, mescolandoci l’inglese che non fa mai male).

Lascia percio’ la scuola “dei piccoli”, ovvero il peuterspeelzaal e inizia quella dei grandi, la basisschool. Sembra la gara di chi ha più doppie nella stessa parola, è in realtà un grande passo che si compie proprio nel giorno del quarto compleanno. Viene organizzata una festa di compleanno alla scuola dei piccoli (come negli anni precedenti), si salutano maestre e compagni di classe con un rito bellissimo e davvero emozionante. Il bambino si sente importante, con la sua coroncina in testa, e’ il suo giorno e tutti sono li a celebrarlo con lui. E la mattina dopo si inizia la vera scuola. A prescindere dal giorno di nascita. Lei infatti ha iniziato questa settimana, fine ottobre. E ci resterà fino ai 12 anni. Ma come, e uno che compie gli anni in marzo inizia a meta’ anno?e che fa? perde il programma? Mi resta analfabeta? No, perche’ diciamo che il primo anno (primi due in realta’) sono piu’ leggeri e non hanno programmi stretti da rispettare. E’ un anno transitorio in cui il bambino si abitua alla nuova vita da studente e prende confidenza con maestra e compagni. Non c’e’ lo shock del passaggio tra la scuola in cui si gioca e la scuola in cui sei subito in stecca e devi seguire esattamente il programma imparando a scrivere a leggere e a fare i compiti, mentre due mesi prima giocavi con le macchinette o le bambole tutto il giorno.

Da questo post vi spiego come funziona la sua scuola, e apro megaparentesi a punti perche’ l’Olanda e’ un buco ma le differenze tra le città sono abissali e se mi legge una di Amsterdam dice machecaxxhiodicequesta:

  • la sua non e’ una scuola con metodo tradizionale, qui si ha la liberta’ di scegliere il metodo preferito, da Montessoriano a Steineriano a classico a quellochevoletepurchemiofigliosiacontento, e parlo di scuola pubblica quindi non a pagamento. Noi abbiamo fatto quelli diversi.
  • va a una scuola olandese, non internazionale, per scelta nostra e sua legata soprattutto alla sua integrazione nella societa’ olandese, ovvero quella della vita quotidiana
  • ci sono delle linee guide/regole nazionali ma anche a livello della stessa citta’ alcune vengono applicate in modo diverso, è a discrezione della scuola
  • ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente voluto e veritiero

Ora non sto a raccontarvi tutta la pappardella del Che brava mia figlia, alla sua bellissima scuola fanno questo quello e pure quell’altro. Vi scrivero’ solo le cose che mi hanno fatto un po’ strano, in ordine sparso e casuale, alcuni tratti da discorsi e confronti con le amiche e ve le scrivero’ in diversi post.

Ginnastica

Estratto dal discorso di un paio di settimane fa mentre ero fuori con le amiche per qualche drink.

Io: “Ragazze, leggevo ieri dal manuale delle Giovani Montessorotte che fanno ginnastica due volte a settimana. Devo mettere dentro alla sacca una maglietta, dei pantaloncini e delle scarpe che verranno esclusivamente usate per scuola. La sacca deve rimanere a scuola. Sempre. La si porta a casa solo prima delle vacanze. Ma scusate, le lavo ogni due mesi (perche’ qui si fanno vacanze con questa cadenza)???

L: “si esatto, proprio cosi. Guarda solo ogni tanto se le vanno ancora bene o se e’ cresciuta di misura”

C: “Ragazze, la mia fa ginnastica in mutande. Si tengono la maglietta che hanno la mattina e fanno ginnastica in mutande. Deve portare solo le scarpe che deve usare solo in palestra”

B: “Oddio in mutande?? Ma aspetta, ora che ci penso, io al mio non metto niente nella sacca se non le scarpe. Beh ma la fara’ com’è vestito, no?”

B. al figlio: “Scusa P., ma a scuola tu come fai ginnastica, vestito come sei la mattina?”. “No mamma, solo con la maglietta, ma se non ce l’hai allora solo con la pancia!”

Sapevatelo.

Credo che la fissazione di mia mamma sull’avere sempre l’intimo perfetto provenga da qualche suo avo olandese.

Ora vado a preparare la lunchbox, rigorosamente sana e senza cose dolci o zuccherate, che domani la piccola viaggiatrice ha la giornata lunga e ha l’appetito di un camionista.

Adesso sono curiosa: da voi ginnastica come la fanno?

 

 

 

 

Venga, l’accompagno io

Abbiamo iscritto la piccola viaggiatrice alla scuola in cui comincerà ad andare tra due anni, la Basisschool, quella che da noi sarebbe l’elementare. Qui le scuole, soprattutto quelle gettonate, hanno liste d’attesa molto lunghe quindi la scelta è meglio farla il prima possile per non rischiare di non trovare posto.

Non l’abbiamo iscritta all’internazionale ma alla scuola olandese visto che la nostra permanenza qui sarà a lunghissimissimo termine e vogliamo che si integri al meglio con gli autoctoni. In fin dei conti lei in Italia ha passato solo tre mesi.

Prima dell’iscrizione abbiamo dovuto partecipare ad una serata esplicativa interamente in olandese e ad una visita il mattino seguente alla scuola, in cui ci è stato mostrato quello che i bimbi fanno e come si svolgono le lezioni.

A quest’ultima abbiamo avuto un accompagnatore che ci ha illustrato brillantemente ogni cosa.

A. “Preferite che vi parli in olandese o in inglese?”

Noi. “Inglese va’ (che le due ore di ieri sera ci han fatto venire un mal di testa che manco dopo il parto m’è venuto)”

A. “Qui si fa lezione, lì c’è questo, quella è la palestra…. [Lunghissima e dettagliatissima descrizione che vi risparmio]. Scusatemi per il mio inglese, so che non è dei migliori.”

Noi: “No ma figurati, è perfetto [perfetto era a dir poco, veloce, pulito e con una perfetta pronuncia da fare invidia alla regina Elisabetta]. Tanto che credevo fossi straniero.”

A. “No, sono olandese come i miei. E’ che ho uno zio americano quindi ho sempre voluto impararlo bene, sennò in che lingua gli parlo?”

Noi. “Beh hai ragione, sei bravo. Dove lo hai perfezionato così bene?”

A. Qui a scuola, ogni tanto faccio qualche lezione come attività extra nel pomeriggio.

Stef, 7 anni. Il nostro accompagnatore.