Siamo tornati!

e forse non vi avevo nemmeno detto che eravamo partiti.
Siamo appena tornati da lunghe vacanze italiane, per ricaricare in cuore di mare e la pelle di salso. Certo, avremmo potuto farlo anche da altre parti, ma gli amici si sa te la fanno sempre sotto al naso e alcuni di loro hanno deciso di sposarsi proprio questa estate, altri di avere figli proprio nello stesso periodo e quindi non abbiamo avuto scampo 🙂
Siamo contenti, non capite male, però le nostre ferie negli ultimi anni vengono decise da queste simpatiche personcine che ci stanno attorno e io, che sono abituata a decidere tutto di mio, non riesco a starne indifferente (vi voglio tantissimo bene cari amici, lasciate che mi lamenti un po’ a riguardo, sapete che sono caxacaxxi). Comunque, che non si dica che in Italia non si sposa più nessuno eh! 😛
Abbiamo quindi passato un mese a vagare nel nord Italia, tra le rosse Dolomiti, i verdi vigneti della Valpolicella, le città d’arte, il mare del litorale Adriatico, la fresca Carnia, la campagna Friulana e le colline della Slovenia. Abbiamo rivisto amici che non avremmo rivisto altrimenti, tutti insieme.
Serviva proprio questa ricarica, quella di chiaccherate con amici, bbq improvvisati, bicchieri di spritz, serate in spiaggia, pizze e mega coppe di gelato. Siamo addirittura riusciti a concederci una cena soli soletti, di quelle che non si facevano da tempo, grazie alla “spintanea” (come dicevala mia prof. di Statistica) offerta di babysitting dei miei genitori. Abbiamo riviso le famiglie e i mille nipoti, e io da brava zia ho dovuto cedere alle richieste e salire in giostre che non vedevo da vent’anni. Quelle che amavo e ora a momenti mi fanno venire un infarto. Ci siamo davvero davvero divertiti.
Tutto bello e tutto così caotico. Perchè quando passi più di un anno in una nazione così precisa, “perfetta” e organizzata, tornare in Italia è un po’ come essere lanciati in una vasca di biglie dove cerchi di trovare il tuo equilibrio ma proprio non ce la fai. Ma è anche questo il nostro lato bello, no? quello di uscire dagli schemi, quello del chiudere un occhio e farti il documento anche se hai dimenticato a casa una carta essenziale..
Insomma il tuffo ogni volta è un po’ traumatico, e ti fa imbestialire perchè le cose non vanno e sai che SI, da altre parti funzionano e ci vuole così poco! poi ci si beve sopra e passa tutto.
Chiusa la parentesi volevo dirvi che, per assurdo e pur se in Italia, qualcuno ha evidentemente voluto farci recuperare qualche messa perduta nel tempo e, per essere sicuro che capissimo, ce l’ha fatta ascoltare in 3 lingue diverse: italiano, inglese e portoghese. Sarà segno dei tempi che cambiano o testimonianza del fatto che ormai siamo fuori Italia da un bel po’, ma entrambi i matrimoni a cui abbiamo partecipato sono stati celebrati in due lingue. Direi tre per uno dei due perchè ha avuto anche una bella predica con qualche uscita in dialetto 🙂
La piccola viaggiatice è venuta con noi, ci piace farla partecipare alla nostra vita. Certo non è facile da gestire, non sta ferma e zitta un secondo, un vulcano in eruzione continua, ma volevamo che conoscesse le persone che hanno condiviso con noi gli anni più belli della nostra vita, quelli italiani e quelli portoghesi. E’ stata brava, ha retto orari improponibili anche alla sottoscritta, si è emozionata e lasciata andare. E quando la sposa ha fatto il suo ingresso in chiesa è stata buona, in silenzio, l’ha guardata camminare verso l’altare al ritmo della marcia nuziale ,come ipnotizzata, l’ha vista dare la mano allo sposo e lì ha urlato “Ancora!” (nella sua lingua). Hahahahahahah, una scena indimenticabile.
Ora siamo tornati, il sole e caldo ci sono ancora nel sud dell’Olanda. Non vedevo l’ora di riprendere in mano la bici e girare per parchi e città, questo si è rilassante.
Le strade sono semivuote, la gente è in vacanza ma la città è piena di eventi come sempre.

E sapete dove ce ne andiamo domani. Qui, il luna park più grande dell’universo :-D. Sopravviveranno i nostri eroi a crisi isteriche da febbre da giostre?

 

Vi lascio una foto del posto in cui, ogni volta, lascio una lacrima di felicità.

 

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L’elisir olandese di lunga vita godereccia

Scusate l’assenza ma qui al sud d’Europa, come sapete, si ha poca voglia di lavorare e si è sempre in vacanza..e in vacanza non si scrive. No aspettate, non sono più in Portogallo, ma com’è che provo la stessa sensazione?!

Vi svelo un segreto, l’elisir olandese di lunga vita godereccia: lavorare duro ma GODERSELA. Lavorare 8 ore (se è tanto) come macchine da guerra, con pausa caffè ogni due ore, un pranzo al volo, ma appena scattano le 17 (o le 16), penne giù e tutti a casa! TUTTI. Manager, schiavi, negozianti, impiegati. Non solo. Perchè lavorando se si è sfortunati 40 ore a settimana (eh già perchè qui normalmente chi ha figli lavora solo 4 giorni a settimana) il nostro spirito ha bisogno di staccare ogni tanto. Perchè vivere nell’apnea italiana da Gennaio a Luglio, pensando sempre “Quando arrivano le ferie?” e sperando qua e là in un ponte?

Dovete sapere che qui, complice forse la temperatura estiva “mite”, le scuole fanno le vacanze estive più corte rispetto a noi ma compensano durante il resto dell’anno. Scuole, istituzioni e aziende.

E quindi ci si trova in questo bellissimo limbo in cui non fai in tempo ad abituarti all’idea di tornare a lavoro che è già subito vacanza.

Più o meno è così:

– 2 settimane di vacanza per Carnevale (ci vuole del tempo per riprendersi dai party)

– 2 settimane per le “Vacanze di maggio” (bisogna godersi l’arrivo della primavera)

– 5 settimane per le vacanze estive (tutti al lago)

– 1 settimana per le “Vacanze d’autunno”, a fine ottobre (tutti a calpestare foglie secche)

–  2 settimane per Natale

E siccome anche tirare due mesi è difficile, abbiamo qua e là qualche ponte:

– Pasqua e Pasquetta (Marzo/Aprile)

– Il giorno del re, ex giorno dela regina (27 aprile)

– Il giorno della Liberazione (il 5 maggio ogni 5 anni)

– Il giorno dell’ascensione (29 maggio) che da noi non si festeggia ma qui è sacro

– Pentecoste (circa a giugno), si sta a casa la domenica e il lunedì

Ne consegue che lo stress è davvero minore e, soprattutto, si riesce ad andare in vacanza in periodi dell’anno davvero stupendi come primavera e autunno, pagando cifre irrisorie visto che si è in bassa stagione.

Noi ne abbiamo approfittato per fare qualche giro e ricevere visite, e devo dire che non ci si sente così stanchi come quando vivevamo da altre parti. Il lavoro è importante ma lo è anche la famiglia. La sera si spegne tutto in orario e si va da moglie e figli. Certo qui non si può fare la pausa pomeridiana giocando a beach volley in spiaggia come a Lisbona, ma non si deve nemmeno restare in ufficio fino alle 21 per finire del lavoro perchè qualcuno LO DEVE FARE e se ti fermi di più allora vieni visto bene dal capo. Non devi nemmeno lottare col coltello tra i denti per avere le ultime due settimane di luglio invece delle centrali di agosto per risparmiare un sacco di soldi sulle ferie. Perchè puoi andartene via in altri periodi dell’anno senza che nessuno ti guardi male.

Probabilmente questa suddivisione in Italia non sarebbe così fattibile visto che le nostre scuole non sono dotate di aria condizionata e i poveri bambini si lesserebbero stando tutto il giorno in un forno. Ma non sarebbe davvero una bella idea prendere spunto dai nordici?