Chilometriamoci

Io ho sempre amato andare in bicicletta. Ho iniziato ad andare senza rotelline quando ero davvero piccola, mi piaceva girare per il paesino ed andare a trovare gli amici su due ruote anche se stavano a 50 metri da casa. Ho sempre pensato, credo, che camminare fosse una perdita di tempo. Perchè perdere 20 minuti di gioco quando si può arrivare a destinazione più in fretta?

Purtroppo negli anni di università, abitando in centro città, avevo perso quell’abitudine perchè tutto era davvero vicino, a portata di mano, e comunque i posti da raggiungere erano sempre in ZTL quindi anche volendo la bici non avrei proprio potuto usarla. Quando abbiamo comprato casa nella prima periferia della città, in mezzo al verde e alla campagna, ho ricominciato a godere delle scampagnate domenicali, rischiando sempre un po’ la vita perchè le strade erano comunque di passaggio e di piste ciclabili nemmeno l’ombra, ma tanto eravamo abituati. Poi siamo andati in Portogallo, e lì via di metro, comodissima e che portava ovunque. Complice anche la collinosità di Lisbona, io di bici ne ho viste veramente poche. Ma mi mancava pedalare.

Poi siamo arrivati qui. I miei piedi fremevano ma ho dovuto aspettare perchè la piccola viaggiatrice era ancora troppo piccola per il seggiolino. Ma finalmente quel momento è arrivato e io da quel giorno dalla bici non scendo quasi più.

Vado ovunque. La uso in situazione in cui non l’avrei mai usata. Esco anche se piove. Anche se fa freddo. Anche se tira bora. Anche se fa un caldo infernale. Anche se ho il raffreddore o la febbre.

Sono entrata ormai nella mentalità olandese e ogni posto mi sembra vicino. Prendere la macchina è diventato quasi un fastidio. Qualche mamma mi invita per un playdate dall’altra parte della città? Apro l’ App, guardo la strada, attivo il GPS e parto. Bisogna andare al mercato quello grande grande? si parte, si fa la spesa, si caricano le bici di borse e via. Domenica abbiamo pure caricato una poltrona sul davanti della bici, e credetemi che non è nulla in confronto a quello che vedo, ma di questo ve ne parlerò un’altra volta.

Un paio di settimane fa stavo proprio riflettendo su quanto mi muovo sulle due ruote e quindi ho detto “Proviamo a vedere quanti Km faccio in una settimana”. Quindi prima di ogni giro ho attivato il GPS e il mio fedele Endomondo.

Non credevo ai miei occhi quando, dopo una settimana, ho visto di aver fatto 70 Km. SETTANTA CHILOMETRI. Settanta chilometri su una bici della nonna e con pure 15Kg della piccola principessa sul groppone. E abitiamo in pieno centro. E non era nemmeno una delle settimane in cui mi ero mossa tanto.

Settanta chilometri di puro relax, perchè qui a Eindhoven le piste ciclabili sono enormi, spesso in mezzo al verde o tra viali alberati messi apposta per i ciclisti.

Questa della bici è un’abitudine che una volta che ti si attacca, non la scolli più. Attenti!!

E quindi via, ingozziamoci pure di frikandel tanto poi si smaltisce tutto!

 

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Fiets! – Sez. 1 – La Omafiets, il modello base per essere dutch

Fiets ovvero bicicletta! Mi sono accorta che non ho ancora dedicato un post al mezzo di trasporto olandese per eccellenza, mannaggia! Ma ora recupero eh!

Questa geniale invenzione a due ruote è, come tutti ben sapete, il mezzo di  trasporto più utilizzato dagli olandesi a prescindere dal tempo, dalla temperatura, dai chilometri da percorrere, dall’umore, dal numero di persone che la stanno utilizzando contemporaneamente e dalla quantità di cose che si stanno trasportando.

Siccome ce n’è da dire davvero tanto, dividerò l’agomento in più sezioni e partirò con il parlare del modello classico che si deve avere per sentirsi davvero dutch. E che, vedete un po’, è proprio quello che ho io!

Qui la chiamano Omafiets, cioè bici della nonna, e in effetti ricorda davvero quei vecchi modelli che avevamo anche in Italia. Nera, po’ trasandata con copri parafango di gomma che ti salva da qualsiasi tipo di pozzanghera, “lucchetto” di quelli che hanno la chiavetta piccola piccola e ti bloccano la ruota con una pezzo di ferro (sempre se non ti prendi prima il tetano) e, pezzo più importante, il freno a pedale!!! Tipo le BMX! Che ho scoperto essere una figata pazzesca!

Ovviamente prima bisogna prenderci un po ‘ la mano, tipo calcolare esattamente quando bloccare la pedalata per arrivare in posizione perfetta ad un semaforo. Voglio vedervi altrimenti partire con i pedali esattamente perdendicolari alla strada!

Oppure nelle frenate di emergenza soprattutto nei primi tempi dove, si sa ,l’istinto ti suggerisce di premere quelle bacchette che in questa bici non esistono.

Il grande vantaggio sta nel fatto che avendo in pratica le mani libere da ogni azione di emergenza mentre si guida si può fare qualsiasi cosa. Ma di questa grande dote olandese vi parlerò più avanti, ho degli episodi davvero incredibili!

Tornando alla bici, ogni olandese che si rispetti deve addobbarla con qualsiasi tipo di decorazione. Le donne sono le migliori! Rametti e fiorellini sul manubrio, cestini di ogni sorte e decorati anch’essi, borse porta pacchi di tutte le forme e sembianze, palline colorate sui raggi delle ruote, coprisella fosforescenti. Insomma, qualsiasi cosa che dia colore e anima alla bici, ancor meglio se kitch. Il fatto è che non se ne può fae proprio a meno, si entra in questo vortice meraviglioso e non ne se esce più. Vi prego, se mi vedete girare con la bici Leopardata, premete sull’acceleratore…ops…sul pedale!

Omafiets