Vrolijk Pasen!

Tanti auguri cari! Come sono andate le magnate e le scampagnate da quelle parti? Il tempo è stao clemente?

Noi ce ne siamo rimasti in Olanda che ci ha regalato splendide e calde giornate, e ci siamo sbaffati pure una bella colomba e un uovo di cioccolato visto che sono arrivati dall’Italia insieme ad alcuni ospiti che son tuttora qui. Vi scriverò un post a parte perchè merita parlare del “Cosa ficcano in valigia le persone che non viaggiano molto”.

Qui si festeggiano il Goede Vrijdag (venerdì santo), 1e and 2e Paasdag (ovvero la domenica ed il lunedì di Pasqua). Il venerdì in realtà restano a casa solo gli statali (yuppy!!), mentre gli altri due giorni sono di vacanza per tutti.

Le finestre si riempiono di decorazioni di duemila tonalità di giallo: uova giganti, rametti di alberi con piccole uova appese, galline, pulcini, stoffe, insomma qualsiasi cosa purchè pacchiana.

La tradizione ed Il divertimento più grande per i bimbi è quello di sedersi attorno al tavolo con tutta la famiglia e dipingere  le uova sode. Queste verranno poi nascoste in giardino/casa dalla lepre (attenzione, non dal coniglietto come nei paesi anglosassoni!) e loro dovranno gironzolare con il loro secchiello e raccoglierne il più possibile. Queste diventeranno poi decorazioni della tavola durante il tradizionale brunch di Pasqua (e cibo più tardi)  insieme a (neanche dirlo ) tulipani, giacinti e l’immancabile vaso con rami di salice e uova di cioccolato appese.

A tavola non mancano il Paasstol (dolce farcito con frutta secca, uvetta, ribes e cannella), i matzo cracker ed il burro fatto a forma di agnello (mah! presente l’imbarazzo nel tagliarlo? inizio dalla testa? da una zampetta?).

Il lunedì invece, se il tempo lo concede, vanno tutti a farsi lunghi giri in bicicletta in campagna oppure passano la giornata nei parchi di divertimento, che qui ce ne sono davvero molti.

Noi quest’anno abbiamo fatto un po’ di misto. Abbiamo cercato le uova (di cioccolato) che ci ha portato la bellissima e atleticissima leprotta, ce le siamo sbaffate, abbiamo mangiato prelibatezze italiane come non ci fosse un domani e a Pasquetta abbiamo fatto una bella scampagnata. Ora, grazie al tempo fantastico, noi tre sembriamo Zwarte Piet (faccia e arti superiori), mentre i suoceri due crucchi dopo quindici giorni di vacanza al mare senza crema solare, perfetti per una grigliata!

Vi rinnovo ancora gli auguri e a presto!

 

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Il fratello di Babbo Natale

E’ dicembre e la città è già bella piena di lucette, alberi, palline e decorazioni varie. Casa nostra è ancora in salvo, attendiamo come da tradizione l’8 dicembre per trasformare il castello di vetro nella tana degli aiutanti di Babbo Natale.. e non vediamo l’ora! L’albero di due metri e i quattro scatoloni di decorazioni sono stati tra le prime cose caricate nel TIR che ha spostato la nostra vita da queste parti, sotto gli sguardi increduli della parentela varia. Machevedevodì, a me il Natale fa felicità e famiglia!

Ma qui, se vogliamo essere davvero dutch, dobbiamo attenerci alle tradizioni locali che schifano alla grande Babbo Natale e lasciano spazio a Sinterklass, ovvero San Nicola, vescovo sbarcato in terra olandese dopo un lunghissimo viaggio in barca. Il siorotto si è fatto scortare dai due fedelissimi Zwarte Piet, i suoi  schiavi spagnoli dalla “carnagione molto scura” e le labbrone dipinte con un rossetto rosso fuoco. Tali aiutanti sono ogni anno al centro di polemiche legate al loro colorito e al razzismo, ma non mi voglio dilungare su questo che son qua da qualche mese e ne ho già le scatole piene 🙂

Insomma come funziona con questo Sinterklaas?? Il 5 dicembre, ovvero oggi, si devono lasciare le scarpe sotto al caminetto o davanti al portone di casa, con dentro una carota (per il cavallo di Sinterklaas) e una poesia. Se si è stati bravi durante l’anno, gli Zwarte Piet lasceranno un regalo come premio. E’ tradizione anche regalare una lettera di cioccolato (la prima lettera del nome) e mangiare i peppernoten o kuidnoten, dei piccoli dolcetti che creano il classico effetto da oddionevoglioancoranonriescoanonmangiarne! E’ anche tradizione scrivere delle poesie ironiche nei confronti di chi riceverà il regalo, il quale dovrà essere ironico e legato a manie o hobby o fissazioni del ricevente. Una sorta di Secret Santa.

Come dicevo Babbo Natale qui non viene considerato più di tanto (dicono sia una cosa prettamente commerciale nata una decina di anni fa…bah), ma noi lo terremo comunque come tradizione. Abbiamo scelto questa strategia per non abituare qualcuna a ricevere troppi regali: Sinterklaas e Babbo Natale sono fratelli, solo che uno dei due è andato a lavorare all’estero, proprio come papà. Tra di loro però si sentono e si parlano. Quindi, se tu chiedi a Sinterklaas un regalo grande grande, lui  magari te lo porta ma poi lo dice al fratello. Babbo Natale, perciò, te ne porterà uno piccolo.

Che dite, può reggere??

E quindi via!!! Olandesizziamoci e prepariamo il nostro primo Sinterklass! Io metterò gli UGG  così dentro ci starà un regalo più grande!!! 😀