Mums&Toddlers – Ovvero come ricrearsi famiglia all’estero

Non ne ho mai parlato direttamente, ma soltanto a spizzichi e bocconi qua e là.

Io sono una persona che si adatta facilmente, alle situazioni e ai luoghi. Ho sempre amato viaggiare e l’ho fatto anche quando avevo pochi soldi in tasca. Di mio sono timida, mi ci vuole un po’ per entrare in confidenza con le persone, ma una volta che mi conquisti (e non è facile, perchè tendo ad essere abbastanza o bianco o nero) difficilmente riuscirai a farmi andar via.

Dove mi trovo nel mondo o qualsiasi cosa io stia facendo non importa. Trovo amici, coltivo le mie passioni e mi diverto.

Quando però ti trasferisci ancora una volta in una nazione nuova ma questa volta con un mostriciattolo di tre mesi le cose cambiano notevolmente. Come fai a socializzare quando riesci ad uscire si e no tra una poppata e l’altra, e in quel frangente magari devi fare la spesa, comprare vestiti o giochi, andare dal macellaio e chi ne ha più ne metta? Come fai a conoscere persone quando il tuo momento più alto di vita sociale è costituito da quelle ore che il marito ti regala e durante le quali vorresti solo silenzio o poterti ficcare in una biblioteca o bar a leggere e stare un po’ tranquilla?

La piccola viaggiatrice era ancora troppo piccola per parchi, scuole o qualsiasi altro posto per bambini.

A distanza di un anno e mezzo però mi ritrovo con un foltissimo gruppo di amici, di tutte le nazionalità (olandese inclusa) e con giornate, serate e weekend pieni di impegni bambini friendly. Come ho fatto?

Prima di partire per l’Olanda ho passato serate su google ed ho scoperto l’esistenza qui ad Eindhoven di Mums&Toddlers. Si tratta di una associazione di, appunto, mamme e bambini tra 0 e 4 anni normalmente (non ho ancora trovato un termine italiano che lo traduca perfettamente), costituita principalmente da mamme expat o autoctone .

D’ inverno ci si trova ogni due settimane e per un paio d’ore al chiuso in un posto non distante dal centro, uno stanzone enorme strapieno di giocattoli di tutti i tipi e per tutte le età. I bambini giocano, le mamme si siedono, bevono thè, caffè o cappuccino, mangiano biscotti e socializzano. Ci si aiuta, ci si confronta, si parla di scuola, di malattie, di problemi, di soddisfazioni. Si impara come in  culture diverse dalla nostra ci si comporta in determinate situazioni. Per le irritazioni sul viso dei bimbi alcune mettono olio di cocco, altre foglie di una pianta mai sentita prima ma che cavoli ci provi e funziona!

D’estate il ritrovo diventa settimanale ed ogni volta in un parco diverso della città (e qui ce ne sono davvero davvero tanti).

Oltre a questo si organizzano workshop, serate “mamme senza bambini”, eventi sociali e bbq che includono tutta la famiglia.

Lì ho conosciuto quelle che tuttora sono le mie migliori amiche.  Quelle a cui mando i messaggi su whattsApp quando ho un momento di scazzo, quelle che non vedo l’ora di rivedere dopo le vacanze, quelle a cui chiedo ricette e quelle a cui chiedo un po’ di appoggio quando qualcosa non va. Perchè ricordiamocelo, noi expat siamo qui da sole. Non abbiamo mamme, nonne, suoceri (per fortuna haha), fratelli, sorelle. Nessuno. Contiamo su noi stesse e sui mariti, che sono davvero davvero bravi. Lo facciamo anche quando abbiamo la febbre a 40 e le allucinazioni. Troviamo la forza e facciamo tutto o quantomeno l’indispensabile.

Senza questo gruppo di sicuro ora non avrei così tante persone vicino a me.

Consiglio a tutti quelli che si stanno trasferendo in un nuovo paese e con bambini al seguito di cercare un gruppo del genere, ce ne sono un po’ ovunque.

Qui ho scoperto che esiste da più di 50 anni (davvero tanto tempo!!!), e questo vi fa capire anche quanti expat ci siano da queste parti. Questo grazie alla presenza qui ad Eindhoven di alcune delle maggiori aziende olandesi note per richiamare cervelli da tutto il mondo, ne parlerò a breve.

Se siete interessati a quello di Eindhoven questo è il link: http://www.mumsandtoddlers.org/

Quindi mamme, non abbiate paura!! Fate la valigia e via!!!

 

 

 

Il mammo sexy

Una delle cose che mi hanno sempre colpita girando per le vie del centro durante il giorno è che è pieno, e sottolineo pieno, di uomini a passeggio con i bambini. Da soli. Senza mogli, fidanzate, mamme. Non li vedi nemmeno impacciati. Se li portano dentro al marsupio, li coccolano, gli danno il biberon e li cambiano con una dimestichezza tale che a volte penso lo facciano di mestiere, che poi non è del tutto sbagliato. Li vedi anche a gruppetti. Due o tre di loro che chiaccherano e lì vicino i rispettivi bimbi che lasciano scie di gelato grondanti dalle mani.

Mi ricordo che nel primo periodo in cui ci eravamo trasferiti pensavo che fossero papà rimasti senza lavoro, poi invece ho scoperto che è una cosa davvero normale qui.

Come accennavo in questo post la famiglia tipo olandese è lavorativamente organizzata in questo modo: mamma e papà lavorano 4 giorni a settimana. Tipicamente la mamma sta a casa il lunedì, il papà il venerdì. Chi ha la fortuna di avere i nonni vicino, lascia i bimbi con loro il mercoledì. Facendo così i bimbi più piccoli vanno al nido 2 giorni a settimana e negli altri tre restano con i famigliari e , soprattutto, passano almeno una giornata intera con il papà.

Per chi invece ha solo il papà che lavora e che magari non può stare a casa nemmeno un giorno, c’è comunque il giorno del papà, solitamente il sabato. In questa giornata la mamma-casalinga può dedicarsi a sè stessa e alle sue passioni, mentre i bimbi fanno un po’ impazzire giustamente l’uomo di casa.

Li vedi ovunque i mammi. Al parco, in piscina, nei negozi. Spesso mi è capitato di parlare con loro e di scambiare perfino qualche consiglio sui bimbi. Sono giovani, spigliati e senza “vergogna”. Sono orgogliosi e tronfi di quello che fanno, se ne valtano, e come dargli torto! Donne, questo è il regno del mammo sexy!! Profuma di salviette umidificate e padroneggia ciucci come fossero cacciaviti.

Sicuramente i tempi sono cambiati, mio padre credo non sappia ancora capire la differenza tra un pannolino e una cuffia da bagno. Il prof. sa perfino la differenza tra modelli, marche e misure. Io sono venuta su bene comunque, coccolata e amata. Però ricordo che a volte avrei voluto passare più tempo con mio padre.

Verranno su meglio questi bimbi? Questo ve lo saprò dire tra qualche anno. Da quello che vedo mi sembra proprio di sì. E’ bello sentire che vogliono condividere con te (amica di famiglia) dei momenti che hanno passato con il papà. E’ bello sentire che con entusiasmo raccontano alla mamma quello che hanno combinato e di come papà li abbia coinvolti in giochi o attività diverse dal solito. Perchè diciamolo, ognuno ha il suo metodo e il suo modo di fare e affrontare le cose. E una giornata passata con una persona diversa fa bene davvero a tutti.