Arigatou gozaimasu ovvero cronache al sapore di gelato verde – Parte 3

La mia cara amica giapponese, dopo essere rientrata dalle vacanze estive in Italia, mi ha chiesto come mai fossimo tutti fissati col lavarci le gambe. Siccome erano stati a Firenze (e in agosto) ho pensato avesse visto le classiche scene in cui la gente si siede mettendo le gambe dentro alle fontane per cercare di trovare un po’ di refrigerio. Allora le spiego che fa caldo e che quindi si cerca freschezza ma lei incalza dicendo che lo facciamo sempre in casa. Mi vengono in mente quindi scene in cui le anziane mettono i piedi dentro al catino ma, visto che sono stati in albergo, non capisco dove possano aver visto certe cose. Le chiedo quindi nuovamente spiegazioni e mi spiega che in tutti i posti in cui sono andati hanno trovato nel bagno il lavandino per le gambe. E’ sposata con un francese, sappiatelo!!

Delicatamente cerco di spiegarle l’uso del bidet. Lei dapprima diventa viola, poi blu e alla fine esclama “Cioè, voi vi toccate….li??”. E’ stata in silenzio per dieci minuti, sotto shock.

Nella loro cultura toccare le parti intime è un tabù. Come fanno quindi?

Dai, non posso non parlare delle tazze del bagno giapponesi supertecnologiche!!

Lo sapete come sono in Giappone? sulla parte destra della tazza hanno una sorta di telecomando dal quale si può scegliere: tipo ti spruzzo (un getto dritto e secco oppure una sorta di pioggerellina inglese), intensità (delicato o tipo estintore), musica (giuro!!), profumo e altre cose che non ho ben capito (il giapponese ancora mi manca).

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Ma la cosa davvero super è la tavoletta riscaldata!

Appena arrivati in albergo, dopo un viaggio lunghissimo, la prima cosa che ho fatto e’ stata andare in bagno. Mi siedo e penso: ” Chi cavolo ha usato il bagno prima che arrivassimo??”. Ecco, tolta questa prima sensazione di panico, credetemi che ci si abitua molto in fretta e dopo qualche giorno la si apprezza non poco.

I water cosi non si trovano solo negli alberghi e nelle case, ma anche nei bagni pubblici o nei ristoranti. Infatti il problema sono i tempi di attesa. Ovviamente essendo così confortevoli, c’e’ che decide di ascoltarsi La traviata per intero mentre cerca di alleggerirsi.

Ovviamente l’ho provata, ci ho solo messo un po’ a capire che lo spruzzo non si ferma da solo ma si deve schiacciare un bottone…

La piccola viaggiatrice e’ stata quella più traumatizzata..ma al ritorno a casa!!

“Mammaaaaa, e’ freddissssssima la tazza!!! Scaldala!!”

E cosi raccontando l’aneddoto alla mi amica giapponese, giustamente controbatte: “Ora hai capito perché a casa nostra abbiamo i copritavoletta di flanella?”.

Sono avanti.

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